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Venerdì, 11 Gennaio 2013 00:00

16mln per lavoro detenuti

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Il presidente del Consiglio Mario Monti, su proposta del ministro della Giustizia Paola Severino, e del ministro dell’Economia e Finanze, Vittorio Grilli, ha autorizzato l’invio alle competenti Commissioni parlamentari di uno schema di decreto del Presidente del Consiglio che destina 16 milioni di euro, facenti parte del fondo Legge di Stabilità, all’attività lavorativa dei detenuti.

Il sovraffollamento carcerario, oggetto della recente condanna da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo”, ha dichiarato il Presidente Monti, “necessita di soluzioni strutturali, da subito ricercate dal governo attraverso il decreto ‘salva-carceri’ - approvato un anno fa - e il disegno di legge sulle misure alternative che purtroppo non è stato convertito in legge”. “Nel frattempo, va data una prospettiva di speranza a chi è recluso perché, come dimostrato da numerosi studi, il tasso di recidiva di coloro che hanno potuto accedere a misure alternative o che sono state ammesse al lavoro è estremamente basso”.
"Il finanziamento del lavoro carcerario è finalmente una bella notizia, un passo in avanti nel cammino delle riforme strutturali che la recente sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo chiede all’Italia di percorrere per affrontare il sovraffollamento penitenziario". Il ministro della Giustizia Paola Severino commenta con soddisfazione la decisione del presidente del Consiglio Mario Monti .
"Confido fermamente che le Commissioni parlamentari competenti aderiranno favorevolmente alla decisione del governo. Ho già avuto modo di esprimere la mia grande amarezza per il mancato via libera definitivo, al Senato, del provvedimento del governo sulle misure alternative, e anche per lo svuotamento, alla Camera, nel disegno di legge Stabilità, di fondi da destinare al settore giustizia. Finanziare il lavoro dei detenuti – sottolinea il Guardasigilli - significa dare loro una chance, ma anche investire in sicurezza sociale. Studi scientifici su questo punto sono incontrovertibili: il rischio di tornare a delinquere  tra coloro che restano chiusi tutto il tempo in una cella è tre volte superiore se paragonato alla recidiva di detenuti che lavorano o di  chi sconta la condanna con misure alternative. Il Parlamento, come ci ha saggiamente ricordato anche il Capo dello Stato in occasione della condanna della Corte di Strasburgo, ha già perso un’importante occasione per invertire la rotta del sovraffollamento. Il parziale rifinanziamento del lavoro carcerario è un segnale. Ma pur sempre importante".

Fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Giustizia

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