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Martedì, 06 Novembre 2012 18:27

Frutta e ortaggi bio coltivati nel carcere di Modena

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Una fattoria biologica nella Casa Circondariale di Modena: frutta e ortaggi, sono questi gli alimenti biologici che alcuni detenuti coltivano – con l’aiuto di esperti agronomi – su un terreno di 2 ettari all’interno dell'istituto di pena emiliano. Un progetto ormai consolidato che va avanti da venti anni e che ha dato l’opportunità a diverse persone private della libertà di “mettersi alla prova”.

I risultati stanno dando ragione a chi, come Roberto Ferri, tecnico agronomo, è da anni in prima fila nella coltivazione del biologico. Le coltivazioni, infatti, hanno ottenuto da pochi anni la certificazione biologica, mentre i prodotti sono venduti all’esterno tramite la grande distribuzione: pomodori, zucchine, peperoni e cipollotti sono alcuni tra gli ortaggi coltivati “dentro”, ma anche il miele millefiori, l’unica merce ancora non certificato, ma che viene prodotto seguendo i principi della coltivazione biologica.
Tutto il progetto, ha spiegato Ferri, fa capo all’amministrazione penitenziaria e "la finalità principale è il reinserimento dei detenuti alla vita sociale attraverso la pratica del lavoro agricolo. Infatti tutti i detenuti impiegati non sono volontari, ma sono a tutti gli effetti dei braccianti agricoli che ottengono una qualifica professionale, una paga oraria in regola e un contratto". Dalla semina al confezionamento del prodotto, attualmente sono impegnate 8 persone che per partecipare al progetto hanno superato una selezione gestita dagli educatori del carcere, con la collaborazione di esperti agronomi. Un’opportunità per tante persone che non hanno smesso di credere in una seconda possibilità da sfruttare una volta uscite dal carcere, acquisendo professionalità da spendere in molteplici ambiti lavorativi, come la manutenzione del verde, o le attività agricole.

Fonte: blogbiologico.it